Stodia dell’editrice Paideia

COMUNICATO STAMPA

2016-10-20

Paideia nasce a Brescia nel 1961, prendendo il nome dalla rivista di filologia e linguistica che nel 1946 Giuseppe Scarpat (1920-2008), il fondatore della casa editrice, aveva avviato sotto la direzione di Vittore Pisani.

Dopo un decennio circa di pubblicazioni di saggistica per lo più grammaticale e linguistica e di critica letteraria, è con l’inizio degli anni Sessanta che Paideia si fa notare per due novità per così dire emblematiche della sua produzione editoriale: la filologia classica e gli studi di scienze religiose, in particolare di esegesi biblica. Queste due novità sono la Tragedia greca di Max Pohlenz e l’Introduzione al Nuovo Testamento di Alfred Wikenhauser, alla quale nel 1963 fece seguito la pubblicazione del primo fascicolo del Grande Lessico del Nuovo Testamento di Gerhard Kittel (16 volumi editi tra il 1963 e il 1992).

La prospettiva filologica è il denominatore comune dell’attività editoriale di Paideia. Dedicate alla filologia classica, greca e latina, sono collane quali la «Biblioteca di studi classici», «Antichità classica e cristiana» e i «Testi classici». Nella prima sono editi studi di autori celebri come Ronald Syme o Pierre Boyancé, le seconde due contemplano opere soprattutto di autori italiani (i «Testi classici» sono edizioni con testo originale, traduzione, introduzione e commento di opere latine).

Per quanto attiene alle scienze religiose, Paideia si distingue in particolare per la saggistica biblica. Nel corso di una quarantina d’anni, al Grande Lessico del Nuovo Testamento di Gerhard Kittel si sono affiancati il Grande Lessico dell’Antico Testamento di Johannes Botterweck, Helmer Ringgren e Heinz-Joseph Fabry (in 10 volumi) e il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento di Horst Balz e Gerhard Schneider (2 volumi). Questi strumenti di prim’ordine sono accompagnati da centinaia di saggi d’argomento biblico e religioso che tengono costantemente aggiornato il campo della ricerca nel settore, con opere dei nomi più illustri della ricerca internazionale e italiana.

I «Testi del Vicino Oriente antico» (collana diretta da Riccardo Contini) fanno per così dire da cerniera tra la produzione filologica classica e la saggistica d’argomento religioso. In una quindicina d’anni questa collana è arrivata a essere la più ricca e longeva serie di testi vicino-orientali antichi in traduzione italiana, acquisendo con la pubblicazione dei testi più rappresentativi delle letterature orientali una propria e distintiva fisionomia.

Per i tipi Paideia sono stati infine pubblicati anche numerosi testi musicali, prevalentemente per organo. Tra questi si segnalano le opere della tradizione organistica ottocentesca italiana, apparsi sia in nuove edizioni critiche sia in ristampe anastatiche. In particolare è da segnalare l’edizione in facsimile dell’opera omnia inedita di Padre Davide da Bergamo, prevista in circa 900 diversi fascicoli, più di 100 dei quali sono già editi.

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