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Rinascita degli studi su Gesų
00:26:00

2007-06-25 Redazione >Religione

Pietro Ciavarella per lunedì letterario 

Rinascita degli studi su Gesù, I

Viviamo all'interno di quello che gli studiosi chiamano "la terza ricerca su Gesù" (ing. the Third Quest) ed è un momento entusiasmante in cui fare ricerca accademica su Gesù di Nazaret. Ciononostante, senza una guida è difficile capire come muoversi nella giungla dei tanti ma tanti libri scritti su Gesù. Per fortuna però esiste una buona guida per fare i primi passi nella comprensione della terza ricerca su Gesù. Si tratta del libro The Jesus Quest. The Third Search for the Jew of Nazareth (IVP, 1997 II ed.) di Ben Witherington III, noto in italiano per il suo Il codice del Vangelo. Su Gesù, Maria Maddalena e il neognosticismo (Edizioni GBU, 2006). Anche se The Jesus Quest risale a dieci anni fa, rimane ancora estremamente utile per orientarsi agli studi più importanti pubblicati negli ultimi decenni su Gesù. (Chi vuole un libro più recente molto simile a quello di Witherington, non sarà deluso se legge Craig A. Evans, Fabricating Jesus. How Modern Scholars Distort the Gospels, IVP, 2006.)

Il primo capitolo di The Jesus Quest spiega il contesto sociale di Gesù, la Galilea. Il secondo capitolo lancia una critica devastante contro il Jesus Seminar, che in effetti è un trascurabile fenomeno statunitense che ha convinto pochissimi studiosi. Il terzo capitolo prende di petto gli approcci di quelli che vedono Gesù come un filosofo cinico, tra cui John Dominic Crossan. Il capitolo quattro analizza criticamente le opere di coloro che vedono Gesù come l'uomo dello Spirito, tra cui Marcus Borg. Il capitolo cinque valuta le opere degli studiosi che collocano Gesù come profeta escatologico, tra cui E.P. Sanders la cui produzione su Gesù Witherington vede positiva sotto tanti aspetti. Nel capitolo sei Witherington vaglia le tesi di quelli che vedono Gesù più come un profeta del cambiamento sociale, tra cui le opere di Gerd Theissen che Witherington apprezza molto, benché con importanti riserve. Al capitolo sette Witherington presenta le proprie tesi in riferimento alle tesi di Elisabeth Schüssler Fiorenza. Questi due studiosi hanno pochissimo in comune nelle loro ricostruzioni del Gesù storico, ma ciò che li unisce è l'importanza che attribuiscono alla sapienza per comprendere l'identità di Gesù.

Nel capitolo otto Witherington esamina le tesi di studiosi che arrivano a posizioni più tradizionali, tra cui John. P. Meier, James D.G. Dunn e N.T. Wright. Il capitolo 9 tira le somme, mentre una postfazione include importanti commenti su studi usciti tra la prima e seconda edizione del libro. Vi è anche un epilogo che analizza l'opera di Raymond E. Brown su La morte del Messia, un'opera che non vuole collocarsi a rigor di termini nella terza ricerca su Gesù, ma che Witherington trova straordinariamente importante per la stessa. Il libro di Witherington infatti è dedicato a Brown ed a Meier che l'autore chiama "due studiosi che hanno da tempo affaticato sodo nella vigna di Gesù e nello studio dei Vangeli e altrettanto sodo nel servizio di Dio e del suo popolo."

Questo è un libro molto generoso nei riguardi di quelli con cui Witherington non concorda. Infatti egli riesce sempre a far capire il modo in cui tale studioso, pur molto criticabile, ci porta a vedere un aspetto importante nella ricerca su Gesù. Un contributo molto importante dello stesso Witherington sta nell'affermazione che il Gesù storico che noi siamo in grado di ricostruire secondo una metodologia critica costituisce solo una parte del Gesù che è veramente vissuto. In altri termini, la terza ricerca di Gesù è utile (infatti Witherington ne è entusiasta), ciononostante essa ha i suoi limiti. Fondamentali sono anche i commenti di Witherington (p. 260) sull'inevitabile intreccio tra storia e teologia per quanto riguarda la vita di Gesù di Nazareth (cfr. già J. Gresham Machen e F.F. Bruce): "Mi pare che gli scrittori neotestamentari credano che la storia sia intrinsecamente teologica (perché credono che Dio opera nella storia), e credono anche che gran parte della teologia sia storica per quanto riguarda la sua sostanza. Di conseguenza la sostanza storica della storia (ing. story) di Gesù è di fondamentale importanza sia per quegli scrittori sia per noi. Inoltre in un senso molto reale la fede cristiana sta in piede o cade su quella sostanza. Ciò su cui la fede cristiana non sta in piede o cade, sia chiaro, sono sulle ricostruzioni storiche continuamente in cambiamento su Gesù, le quali sono sempre al più ricostruzioni parziali e approssimative della verità su Gesù." Di nuovo, la ricerca accademica su Gesù è importante, ma ha i suoi limiti.

Concludo con un breve commento sulla datazione del Vangelo di Tommaso. Dopo le ricerche di Nicolas Perrin (da non confondersi con Norman Perrin) sul rapporto tra Tommaso e il Diatessaron di Taziano diventa un po' seccante sentire elogiare Tommaso nella ricerca su Gesù. Il Vangelo di Tommaso ha la sua dignità e importanza, tuttavia è in grado di dirci ben poco sull'uomo di Nazaret (cfr. Nicholas Perrin, Thomas and Tatian. The Relationship between the Gospel of Thomas and the Diatessaron, Society of Biblical Literature, Atlanta, 2002; o in forma abbreviata e meno tecnica idem, "Thomas: The Fifth Gospel?, JETS 49/1 marzo 2006: 67-80). Sono invece i cosiddetti vangeli canonici che forniscono la pista più feconda per capire l'identità di Gesù. Ma cosa dobbiamo fare se più studiosi ci dicono che i vangeli canonici (1) ci dicono poco su Gesù e di più piuttosto sulle comunità che li hanno espressi e (2) che questi vangeli hanno comunque pochi agganci con testimoni oculari? Considereremo l'opera di uno studioso particolare in merito a queste due domande in una puntata futura del Lunedì Letterario

Pietro Ciavarella
Edizioni GBU


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