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Friday, 10 September 2010 last update: 10:44
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RELIGIONE, EVANGELICI. LAUSANNE III, OSSIA LA NATURA DELL'EVANGELIZZAZIONE
12:30:00

2010-02-04 

di Giacomo Carlo Di Gaetano (DiRS-GBU) 

Alla fine del mese di Ottobre 2010 si terrà a Città del Capo in Sudafrica il terzo Congresso Mondiale degli evangelici dedicato all'Evangelizzazione del mondo. Anche questo Congresso, come il secondo svoltosi a Manila nel 1989, porterà come titolo quello della città svizzera dove nel 1974 si tenne la prima di queste manifestazioni, Losanna.

A partire da quel Congresso, fortemente voluto da Billy Graham e realizzato anche con il decisivo apporto di tanti altri evangelici tra cui John Stott, che ebbe un ruolo fondamentale nella stesura del documento finale, si è sviluppato un insieme di iniziative che hanno coinvolto evangelici di tutto il mondo, di tutte le provenienze denominazionali, tutte orientate dalla stella polare dell'annuncio del vangelo. La frase che riassume efficacemente tutto questo fenomeno è sicuramente la seguente: «tutta la chiesa, tutto il vangelo a tutto il mondo». Vediamo ora in breve quali furono gli elementi centrali di queste iniziative che percorrono il mondo evangelico internazionale (globale si dovrebbe dire oggi) a partire dal 1974 e che troveranno espressione nel Congresso Losanna III del 2010.

Il Patto di Losanna

Il primo elemento è rappresentato sicuramente dal documento finale che i partecipanti al Congresso di Losanna (più di duemila, provenienti da circa 150 nazioni) accolsero dopo che il medesimo fu redatto da un piccolo comitato presieduto da John Stott. Al documento fu dato il nome di "patto", ricorrendo a una scelta dal forte sapore biblico che facesse sì che il documento medesimo non fosse interpretato in maniera burocratico-normativo ma fosse al contrario qualcosa che richiamasse l'impegno, la determinazione e la volontà dei partecipanti. Ecco cosa dice Stott della parola "patto": «La parola "patto" è usata nel senso di un contratto vincolante. Scegliamo questo termine piuttosto che "dichiarazione" perché non abbiamo voluto semplicemente dichiarare qualche cosa, piuttosto fare qualcosa, impegnarci in prima persona nel compito dell'evangelizzazione del mondo»

Oggi, a distanza di 35 anni dalla sua stesura, si oscilla nella considerazione che di esso si ha. Alcuni parlano senza mezze misure di una sorta di documento conciliare, nel senso classico della qualificazione che rimanda ai concili della chiesa antica, concili per natura essenzialmente cattolici e universali. In questa lettura il Patto torna allo status di un documento ecclesiale che potrebbe anche essere usato in maniera identitaria: alla domanda su chi sono gli evangelici conservatori, gli evangelcals, distinti dai protestanti delle chiese storiche (mainline), alcuni risponderebbero senza mezzi termini: «sono coloro che sottoscrivono il Patto di Losanna». Naturalmente la presentazione del Patto sotto questa luce provoca reazioni diverse: entusiasmo per chi ha una comprensione dell'evangelismo che ricorre a una costruzione normativa dell'identità; scetticismo da parte di chi ha una comprensione dell'evangelismo che non cerca le norme per l'identificazione di chi è dentro e chi è fuori (liberali, cattolici, carismatici, ecc..) ma si attiene ai segni e agli indicatori che chiese e organizzazioni danno di se stessi e dunque parlano di "evangelismo" in termini unicamente descrittivi (sono evangelici conservatori coloro che si caratterizzano per precisi segni, e qui la lista varia a seconda dell'importanza data a tali segni). Tuttavia non si fa pienamente giustizia al Patto di Losanna se lo si schiacciasse unicamente sulla categoria del documento ecclesiale che deve segnare un confine. Il Patto aveva lo scopo di rielaborare il concetto di evangelizzazione usato da coloro che già avevano fatto una scelta di campo, in particolare in merito all'accoglienza della Bibbia come Parola di Dio: «Billy Graham e la sua organizzazione convocò questo congresso [Losanna 1974] per radunare i rappresentanti della comunità cristiana che erano fedeli (committed) all'autorità delle Scritture e al mandato biblico di far conoscere il vangelo al mondo» (D. Claydon). In questa seconda ottica il Patto si presenta come un documento che ha una precisa funzione oltre la quale perde l'altro elemento di cui parliamo più avanti e che serve a illuminare lo stesso Patto, lo spirito di Losanna. Inteso come impegno all'evangelizzazione del mondo il Patto diviene uno strumento che chiese, organizzazioni e singoli credenti possono usare per valutare la propria posizione nei confronti del Grande Mandato di Gesù.

Di che cosa parla il Patto? Esso è composto di 15 paragrafi con una breve introduzione e un'altrettanto breve conclusione; in questi paragrafi i partecipanti al Congresso confessano e affermano diverse verità bibliche (in questo senso il documento è sicuramente una confessione di fede, anche se in un senso speciale).

1) Il primo paragrafo è dedicato a Dio e in particolare al disegno di Dio;

2) il secondo parla dell'autorità e della potenza della Bibbia;

3) il tema del terzo paragrafo è quello dell'unicità e universalità di Gesù Cristo;

4) il quarto, il paragrafo centrale, spiega la natura dell'evangelizzazione;

5) il quinto è il paragrafo che ha suscitato più approfondimenti in quanto analizza il rapporto tra evangelizzazione e responsabilità sociale dei cristiani;

6) nel sesto è il rapporto tra chiesa ed evangelizzazione a essere analizzato;

7) il settimo paragrafo affronta il tema della cooperazione nell'ottica dell'evangelizzazione;

8) l'ottavo torna sul tema della cooperazione affrontando la relazione tra chiese e agenzie paraecclesiali;

9) l'argomento del paragrafo nove è, significativamente, l'urgenza del compito evangelistico;

10) che rapporto tra evangelizzazione e cultura? Questo il tema del decimo paragrafo;

11) Il paragrafo undici si occupa della formazione e della leadership sempre in ordine all'evangelizzazione;

12) il combattimento spirituale è il tema del paragrafo dodici;

13) il tredicesimo è dedicato al problema della persecuzione e della libertà;

14) la potenza dello Spirito Santo viene affrontata nel quattordicesimo;

15) l'ultimo paragrafo è dedicato al ritorno di Gesù cristo.

 

La peculiarità della confessione di queste verità è che ognuna di esse è letta nell'ottica dell'evangelizzazione. Assume dunque particolare rilievo il paragrafo 4, La natura dell'evangelizzazione.

 

Il Movimento di Losanna

Il Congresso del 1974 non produsse solo questa carta dell'evangelizzazione, carta poi ulteriormente ripresa nel Congresso del 1989 e che sarà ancora l'elemento ispiratore del Congresso del 2010. A partire dalla eco che il Congresso ebbe (il TIME lo definì «il più ampio incontro di cristiani mai avutosi prima d'ora») gli organizzatori, stimolati già dai partecipanti, si sentirono chiamati a dare forma a quello che appariva a tutti gli effetti come un movimento trasversale in grado di entusiasmare la popolazione evangelica. Nacque così una rete di iniziative che già dal 1975 costituì il Lausanne Committee for World Evangelisation (Lausanne Movement, LCWE). Questo organismo estremamente destrutturato e poco burocratizzato ha ribadito fin dalla nascita alcuni punti fermi e in grado di assicurargli la rotta giusta nelle acque sempre agitate dell'evangelismo mondiale: «portare avanti tutta la missione biblica della chiesa, riconoscendo che in questo servizio sacrificale, l'evangelizzazione è primaria».

Sui siti e sulle pagine web del comitato è documentata un'impressionante attività regionale e globale tesa a sostanziare questo anelito all'evangelizzazione. Due cose, tra le tante, possono essere qui segnalate: la prima è la forma che molto spesso ha assunto questo lavoro, si tratta dei famosi Lausanne Occasional Papers (LOPs) frutto del lavoro di gruppi o commissioni di studio. La seconda cosa è che spesso questi approfondimenti incarnavano quella che giustamente viene considerata una grande intuizione missiologica di uno dei relatori del Congresso del 1974, vale a dire lo studioso di missioni americano Ralph Winter, scomparso nel 2009. Winter coniò il concetto di «gruppi di persone non raggiunte». I LOPs, infatti, spesso si concentrano su come portare il vangelo a speciali categorie di individui: i rifugiati, gli ebrei, i secolaristi, i cristiani nominali, ecc...

 

 

Lo Spirito di Losanna

L'ultimo elemento da segnalare in questa breve presentazione del Movimento di Losanna ha a che fare con quello che unanimemente è definito lo "spirito" di Losanna. Ecco come lo descrivono due protagonisti come Leighton Ford, primo presidente di LCWE e ancora John Stott: «lo spirito di Losanna era quello di un urgente e pressante impegno per l'evangelizzazione del mondo in tutti i suoi aspetti, un nuovo atteggiamento di cooperazione nel compito e una nuova sensibilità culturale verso il mondo nel quale siamo chiamati a vivere» (Ford). John Stott, invece, dal canto suo sostiene che il Patto ha cercato di incapsulare l'atmosfera del Congresso dando voce a questo "spirito":

«eravamo consapevoli di una profonda e straordinaria unità per il fatto che prendevamo sul serio Cristo e la sua Chiesa. Abbiamo lodato Dio per la sua grande salvezza, e ci siamo rallegrati per la comunione che egli ci ha dato con sé e gli uni con gli altri. È sempre difficile esprimere delle sensazioni con le parole. Eppure "lo spirito di Losanna" era tangibile ovunque. Abbiamo cercato di catturarlo nella scelta delle frasi. Una serie di relatori auspicarono che il congresso fosse segnato più dal pentimento che dal trionfalismo. La fiducia in se stessi e l'autogratificazione non sono mai appropriate tra i figli di Dio. Lo spirito di Losanna è dunque uno spirito di umiltà e uno spirito di pentimento. Quando ci si rende conto dei fallimenti del passato e della presente azione di Dio, ciò ci porta a guardare al futuro con speranza.

Questo è stato il contesto del nostro "patto" pubblico. La convinzione che il Vangelo sia la buona notizia di Dio per l'intero mondo, si esprime forse con il linguaggio della conquista o con il suono della presunzione? Se è così allora meritiamo le critiche, perché noi siamo ambasciatori di Gesù Cristo, e il regno che cerchiamo è il Regno di Dio (Mt 6:33). Il Signore risorto ci ha ordinato di proclamare il Vangelo a tutta l'umanità e di fare discepoli da ogni popolo (Mc 16:15; Mt 28:19)».

 

Come si è giunti a Losanna III

Il percorso che ha portato e sta portando verso il III Congresso della serie Losanna è stato molto articolato ed è ancora oggi, mentre scriviamo, piuttosto complesso. Lo si può vedere riassunto alla pagina http://www.lausanne.org/cape-town-2010/road-to-cape-town-2010.html. Esso è stato segnato da tre parole d'ordine: problematiche globali, dibattito globale, soluzioni globali. Questo lavorio ha portato all'elaborazione del tema centrale che sarà: Dio in Cristo, riconcilia il mondo a sé.

La peculiarità del prossimo congresso non starà solo nei numeri (sono previsti infatti più di 4000 partecipanti) ma anche nella modalità che precederanno e seguiranno l'evento. Secondo gli organizzatori, infatti, questo dovrebbe essere un evento in progress che inoltre, grazie alla tecnologia, dovrebbe andare al di là della partecipazione fisica. Una di queste modalità che dovrebbe rendere in progress questo evento è rappresentata dall'iniziativa Global Conversation che ha preso il via nello scorso mese di Ottobre, a distanza di un anno quindi dall'evento del 2010. Global Conversation si struttura nella presentazione di un articolo da parte di alcuni leader dell'evangelismo mondiale a cui seguono delle risposte elicitate da parte di pensatori e leader di chiese, anche non necessariamente evangelici. Alle Edizioni GBU è stato chiesto di collegarsi a questa iniziativa e tutto il materiale della Global Conversation compare tradotto man mano in italiano sulle pagine del Dipartimento di Ricerca e Studi (DiRS) dei Gruppi Biblici Universitari (http://dirs.gbuitalia.org).

Anche la partecipazione al congresso di Città del Capo è stata piuttosto complessa. Per quanto concerne l'Italia, il prof. Rinaldo Di prose dell'Istituto Biblico Evangelico di Roma ha avuto il compito, insieme ad altri, di assemblare la delegazione italiana facendo sì che essa fosse composta da una varietà di soggetti in ordine ad affiliazione denominazionale, età, sesso, professione.

 

Losanna e l'Italia

Non siamo e, per quanto mi concerne, non sono il primo che in Italia si occupa del Movimento di Losanna. Molti documenti di questo movimento sono stati tradotti. Siamo grati ai fratelli che hanno fatto ciò. Tuttavia mi sembra giusto sottolineare, con un certo rammarico, il fatto che il Movimento di Losanna e lo stesso Patto, non hanno avuto un grande impatto nella vita delle chiese evangeliche italiane. Ci sono delle ragioni per questo che sembra a tutti gli effetti un fallimento? Ci sono delle responsabilità? Resta in capo alla delegazione italiana per Città del Capo il compito, tutto orientato al futuro, di recuperare il tempo perso e far si che gli strumenti di questo movimento possano essere una risorsa per la proclamazione del vangelo in Italia secondo lo spirito di Losanna.

Giacomo Carlo Di Gaetano (gdiga@tiscali.it)

(DiRS, Dipartimento di Ricerche e Studi GBU)

 

Fonti scritte e siti consultati per il seguente articolo:

J. Stott, For the Lord we Love.Your Study Guide to The Lausanne Covenant, Didasko Files, rist. 2009. D. Claydon, Lausanne Movement and Covenant, in W.A. Dyrness e V-M. Kärkkäinen, a cura di, Global Dictionary of Theology, IVP, Downers Grove, pp. 480-482; P. Bolognesi, a cura di, Dichiarazioni evangeliche, EDB, 1997. http://www.lausanne.org/; http://www.lausanne.org/cape-town-2010; http://www.lausanne.org/global-conversation; http://dirs.gbuitalia.org

 

Il DiRS è lieto di accogliere tutte le comunicazioni che i lettori di ICN-News vorranno fare in merito al Movimento di Losanna in modo tale da creare una National Conversation sui temi e gli articoli che verranno postati sul nostro sito. A questo fine potete scrivere all'indirizzo dirs@gbuitalia.org

 

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Dio volendo, nel 2009- 10 avremo 8 parlamentari musulmani
Nel 2014 avremo 16 parlamentari musulmani
Andando avanti di questo passo l'intero Parlamento sarà musulmano".
.... e Dio volendo, nei prossimi 30 anni vedremo pure un primo ministro della mia stessa fede" 

free alim

 

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