2009-09-28 http://riformaerisveglio.it
di Aurelio Penna
Forse è più corretto parlare di "nuove manifestazioni di sessualità" - perché, quanto a questa, c'è da presumere non sia sostanzialmente cambiata nella sua essenzialità attraverso le epoche.
Chi ha vissuto da adulto la seconda metà del XX secolo non può non essere stato colpito dal vorticoso cambiamento, in Occidente e soprattutto in Italia, dei costumi sessuali.
In un volgere brevissimo di anni - largamente all'interno di una stessa generazione -si è passati da un'estrema rigidità al più incondizionato lassismo.
Un processo di liberazione? Sull'onda del Sessantotto, la parte più seria e meno coreografica del movimento femminista si era impegnata nel tentativo di riscattare la donna da una millenaria soggezione e alienazione, quale oggetto sessuale per il maschio. Ma il tentativo non è riuscito. Anzi, in certo senso, la situazione è peggiorata, se oggi il modello femminile di consumo, propagandato dalla televisione e incarnato esemplarmente dai potenti, è rappresentato dalla escort e dalla velina, pronte a concedere con indifferenza il proprio corpo in cambio di denaro o promesse di carriera. Se oggi per i giovani il modello comportamentale delle relazioni interpersonali è rappresentato da serial televisivi come "L'isola dei famosi" e "Il grande fratello".
Quindi un cammino non verso la liberazione, ma verso il libertinaggio incondizionato e soprattutto la volgarità.
Se un aspetto positivo di questa evoluzione-involuzione si vuole trovare, esso sta nella presa di coscienza che la sessualità è una pulsione fondamentale e insopprimibile dell'essere umano. Alla faccia di ogni negazionismo sventolato da tradizioni ideologico-religiose astratte e in fondo ipocrite.
Oggi più che mai ci sarebbe bisogno di una profonda riflessione e chiarificazione sull'argomento, alla luce dell'etica cristiana. Ma sembra esservi una ostinata latitanza da parte di chi se ne dovrebbe occupare.
La gerarchia cattolica continua ad inveire contro il preservativo, propagandando un'irreale castità, che relega il sesso all'interno del matrimonio (e anche qui con rigide limitazioni). Mentre la posizione del popolo cattolico è ben diversa, se è vero che la maggioranza pratica tranquillamente il sesso, adottando pratiche anticoncezionali senza alcun senso di colpa. Una spessa coltre di ipocrisia copre il tutto: da un lato fingendo di non accorgersi della realtà, dall'altro fingendo di obbedire alle indicazioni della cattedra.
La situazione però non è migliore sul fronte del protestantesimo. L'ala pentecostale ha un atteggiamento molto simile a quello del cattolicesimo, e anche qui si evidenzia una clamorosa scollatura tra la dottrina e la prassi.
Le chiese storiche teoricamente dovrebbero essere nella situazione ideale per tentare una parola nuova, grazie agli strumenti culturali di cui dispongono, rappresentati da una vocazione all'apertura non ideologica ai problemi e dalla capacità di analisi critica. Ma anche in questo campo esse sembrano aver perso la voce.
L'unico fenomeno eclatante degli ultimi anni è stato lo spazio accordato all'omosessualità, stante la pressione di lobbies culturali che hanno imposto il riconoscimento della sua legittimità ad esistere, per il solo fatto che esiste.
Quanto al mondo della eterosessualità, non sembra vi sia stata finora una elaborazione riguardo alla natura e alla modalità della relazione tra uomo e donna.
Rotto lo schematismo formale di quella che una volta si chiamava la normalità borghese, oggi la situazione si configura come rovesciata, dato il mutamento radicale delle relazioni interpersonali. Queste sono sottese alla nuova struttura sociale, caratterizzata da una sostanziale anomia (che ha cancellato schemi condivisi di comportamento), e contemporaneamente dal massimo di libertà riconosciuto di fatto all'individuo, anche e soprattutto inseguito all'estrema facilità con la quale è possibile oggi fare incontri e stringere relazioni.. Una bella occasione, potremmo dire, alla pratica della responsabilità individuale, che tanto spesso e volentieri evochiamo.
Ma per poter giungere a questo auspicabile risultato è necessario un serio lavoro di ricerca e una riflessione spregiudicata su una gamma di temi che mal volentieri si affrontano: dalla relazione tra sesso ed affettività al sesso al'interno e fuori della coppia, dall'amore all'amicizia, dalla pornografia alla prostituzione, dall'emergere di pulsioni naturali alla fedeltà e al rispetto dovuto alle persone, e via elencando.
Solo così è possibile giungere a indicazioni pratiche di comportamento, che prendano le mosse dalla consapevolezza della realtà com'è e non come alcuni vorrebbero che fosse.
Aurelio Penna