2009-05-09 ROMA
Tra i 238 rifugiati e migranti respinti in Libia anche 41 donne, di cui 3 incinte"L'Italia, con il respingimento in Libia ha violato la Convenzione di Ginevra ed ha esposto i 238 rifugiati e migranti a rischio di tortura e trattamento inumano nei Paesi di provenienza, violando così anche la Convenzione Europea sui Diritti Umani", ha dichiarato il Presidente del CIR, Savino Pezzotta. Ci auguriamo vivamente che questa rimanga un'operazione una tantum e non diventi una prassi. Altrimenti tutto il sistema di protezione delle vittime di violenza e persecuzione in Italia ed in tutta Europa viene messo a repentaglio" ha continuato Pezzotta.
238 rifugiati e migranti soccorsi in acque internazionali dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza italiane, sono stati respinti in Libia sulla base di un accordo politico tra i due paesi, che non contempla minimamente gli obblighi internazionali dell'Italia.
Una delle tre barche salvate dal naufragio si trovava in mare da 6 giorni, a bordo anche 41 donne, di cui 3 in stato di gravidanza. Una di esse è stata subito ricoverata in ospedale all'arrivo a Tripoli.
Tutti i rifugiati e migranti provengono da vari paesi dell'Africa sub-sahariana, nessuno dal Magreb. La maggioranza proviene dalla Nigeria, nazionalità che nel 2008 ha rappresentato il gruppo più numeroso di richiedenti asilo in Italia; altri provengono da Somalia, Costa d'Avorio, Ghana e Mali. Il CIR, avendo da poco una presenza permanente in Libia, sta monitorando da vicino la situazione al fianco dell'UNHCR e l'organizzazione umanitaria libica IOPCR. Risulta che tutti i naufraghi, al momento, siano trattenuti nel Centro di Duisha, vicino Tripoli, che però non prevede la presenza di donne. Queste ultime saranno probabilmente inviate al Centro di Zawia, a 40 Km dalla capitale. Anche se la situazione dei rifugiati in Libia sta man mano migliorando si deve constatare che quel Paese non ha aderito alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati, non dispone ancora di un sistema di protezione e non da ancora alcuna garanzia che le persone, anche quelle bisognose di protezione internazionale, non vengano rimpatriate nei loro Paesi di origine.
Per ulteriori informazioni
Christopher Hein
Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR)06.69200114
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