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RELIGIONE E SOCIETA'. Una buona religione richiede una buona scienza
11:12:00

2009-03-31  Redazione Riforma e Risveglio

di Malcom Brown

Bicentenario di Darwin 2009 - Nel 2009 ricorre il bicentenario della nascita di Charles Darwin. Riforma&Risveglio partecipa all’evento, proponendo nel corso dell’anno una serie di interventi, che affrontano con ottiche diverse il problema del rapporto tra scienza e fede.

Il problema dell'homo sapiens è che noi siamo soltanto umani. Le persone, così come le istituzioni, commettono errori, e le persone cristiane, così come le chiese, non fanno eccezione. Quando sorge una nuova, grandiosa idea che cambia il modo con cui la gente vede il mondo, è facile rendersi conto che ogni vecchia idea, quasi di sicuro, risulta sotto attacco e quindi lotta contro le nuove arrivate.

La chiesa ha commesso degli errori riguardo all'astronomia di Galileo, e se ne è resa conto. Alcuni ecclesiastici hanno ripetuto l'errore nel 1860 rispetto alla teoria della selezione naturale di Charles Darwin. Perciò è tanto importante ripensare all'impatto di Darwin sul pensiero religioso, allora come oggi - e il bicentenario della nascita di Darwin nel 1809 è una buona occasione per farlo.

Le teorie sollevano questioni morali

Se le idee di Darwin un tempo richiedevano di essere salvate da una difesa del punto di vista religioso, oggi esse possono aver bisogno di essere salvate dall'entusiasmo di alcuni fautori delle sue idee. Lo scienziato ha un dovere nei confronti della verità: è chiamato a non aver paura di scoprire come vanno le cose del mondo.

Ma come una teoria scientifica può essere usata, o i modi in cui le idee possono venire sviluppate politicamente o ideologicamente, sono responsabilità di una difficilmente definibile struttura di potere.

Il "Darwinismo" è diventato qualcosa di più grande di quanto non siano le stesse teorie di Darwin e solleva diverse questioni morali. Ciò non assolve la chiesa degli anni intorno al 1860 per avere attaccato Darwin, ma suggerisce che la questione è più profonda di quanto non sia il decidere su quale posizione voi vi sareste trovati riguardo allo storico dibattito tra Samuel Wilberforce, vescovo di Oxford, e il difensore di Darwin, Thomas Huxley.

Nulla del metodo scientifico contraddice l'insegnamento cristiano

Darwin è stato, sotto diversi aspetti, un modello di buon metodo scientifico. Egli ha osservato il mondo intorno a sé, sviluppato una teoria che cercava di spiegare ciò che egli vedeva, e quindi organizzato un lungo e faticoso processo di raccolta di evidenze che avrebbero supportato, contraddetto o modificato la sua teoria.

 Come risultato, la nostra comprensione del mondo si è dilatata; ma il processo scientifico continua. Nel campo della scienza le ipotesi vanno continuamente testate. Le generazioni susseguenti hanno costruito partendo dal lavoro di Darwin, ma non hanno svalutato in modo significativo la sua fondamentale teoria della selezione naturale.

Non vi è nulla qui che contraddica l'insegnamento cristiano. Gesù stesso invita gli uomini ad osservare il mondo che li circonda e a ragionare sulla base di ciò che vedono per comprendere la natura di Dio (Matteo 6:25-33).

Attraverso i secoli i teologi cristiani hanno perseguito la conoscenza del mondo e la conoscenza di Dio. Per Tommaso d'Aquino non vi erano problemi tra scienza e religione; entrambe sussistevano nella medesima sfera e col medesimo fine, la gloria di Dio. Mentre i cristiani credono che la Bibbia contenga tutto ciò che noi dobbiamo conoscere per essere salvati dai nostri peccati, non pretendono che essa sia un compendio di tutto il sapere.

Gesù stesso rendeva consapevoli i suoi discepoli sul fatto che vi erano molte cose che egli avrebbe potuto dire loro e che lo Spirito di verità li avrebbe guidati nella verità (Giovanni 16:12-13).

Non vi è ragione di dubitare che Gesù conduca il popolo verso la verità attraverso l'opera degli scienziati, così come di altri; e molti scienziati sono motivati nel loro lavoro dalla percezione della profonda bellezza della creazione. Tuttavia è bene ricordare che le teorie scientifiche possono essere a loro volta superate, allorché le vecchie idee sono in grado di dimostrare che hanno un valore permanente. La maggior parte di noi fa riferimento a qualche versione della fisica newtoniana e comprende poco della teoria dei Quanti. I principi newtoniani sono sufficienti per la maggior parte delle nostre necessità quotidiane - ma ora noi sappiamo che non possiamo puntare troppo su di essi, giacché vi è una quantità di cose che non sono in grado di spiegare in modo adeguato.

Oggi la reazione sembra fuorviata

La meticolosa applicazione di Darwin riguardo alla ricerca basata sui principi dell'evidenza non fa problema. La sua teoria venne percepita come offesa perché sfidava il principio che Dio avesse creato gli esseri umani in modo completamente differente rispetto alla creazione del rimanente mondo animale.

Ma mentre non è difficile rendersi conto del perché il pensiero evoluzionista all'epoca fosse percepito come offensivo, riflettendoci esso non ci appare come un'idea così distruttiva.

 Certo, i cristiani credono che Dio si sia incarnato in un essere umano, nella persona di Gesù; e ciò sarebbe la dimostrazione di un amore speciale di Dio per l'umanità. Ma come potrebbe questa relazione particolare essere minata solo perché abbiamo sviluppato una diversa comprensione dei processi che hanno portato l'umanità ad essere quella che è? E' difficile scacciare il pensiero che la reazione contro Darwin fosse in gran parte basata su una reazione emotiva, quando egli suggerì una discendenza degli umani dalle scimmie.

Ma se oggi questa reazione è considerata ingiusta, può essere che Wilberforce e gli altri abbiano intravisto un'immagine minacciosa di come le teorie di Darwin possano essere fatte oggetto di appropriazione indebita e del danno che ne potrebbe derivare. Anche se essi erano ciechi di fronte al futuro, rimane il fatto che l'eredità di Darwin (piuttosto che la sua propria azione) ha presentato un lato d'ombra.

Applicazione sociale impropria di Darwin

Se l'evoluzione continua, e l'umanità come la conosciamo non è il punto finale del processo, non è difficile scivolare verso un ottimismo piuttosto istintivo, che vede la razza umana migliorarsi senza sosta. Nonostante l'incessante espansione del nostro sapere tecnologico, anche una superficiale ma onesta osservazione della storia umana mina qualsiasi idea di un costante progresso morale.

Il progresso umano in termini di valore tecnologico e di risultati non ci ha, nella visione dei più, liberato dai nostri fardelli. I cristiani credono che ogni cosa che ci riguarda sia imprigionata dal peccato e che solo attraverso la morte e resurrezione di Gesù possiamo procedere al di là di ciò che ci limita, verso un'esistenza più piena e umana. E i cristiani non sono gli unici ad essere scettici riguardo all'idea che l'evoluzione significhi progresso morale.

La selezione naturale, come strumento per comprendere i processi fisici evolutivi attraverso migliaia di anni, ha un senso. Traducete ciò in una mal compresa nozione di "sopravvivenza del più forte" attraverso un processo giorno per giorno, e l'evoluzione si combina con una teoria sociale secondo la quale il debole è destinato a perire - quanto di più lontano dalla visione cristiana che scaturisce dal Magnificat (Luca 1:46-55).

 Questo "Darwinismo sociale", secondo cui i forti prosperano e i deboli sono fuori gioco, è tuttavia l'esatto contrario di ciò che Darwin stesso pensava riguardo alle relazioni umane. Da tale impropria applicazione nel sociale delle teorie di Darwin sono emerse insidiose forme di razzismo e altre espressioni di discriminazioni, tanto più orribilmente potenti per il fatto di avere alle spalle l'apparenza di "verità" scientifiche.

L'immenso successo di Darwin fu di sviluppare una grande teoria che consentì di spiegare aspetti del mondo che ci circonda. Ma usare ciò come una teoria onnicomprensiva è travisare l'opera di

Darwin. Il problema è che la sua teoria della selezione naturale è stata così efficace all'interno della comunità scientifica, e così facilmente compresa a grandi linee da tutti, fino a essere gonfiata come teoria generale per qualunque cosa - e ciò non è solo erroneo, ma pericoloso.

 

La capacità di amare è compatibile con Darwin

I cristiani tenderanno a sottolineare, piuttosto, la capacità umana di amore, altruismo e sacrificio di sé. Non vi è nulla qui, in principio, che contraddica la teoria di Darwin. L'umanità ha acquisito la capacità di riflettere, di immaginare e di ragionare, partendo da ciò che è conosciuto a ciò che non lo è ancora. Alcuni animali possono avere queste capacità a livello molto rudimentale, ma la capacità dell'uomo è talmente grande da risultare effettivamente unica. E' la nostra capacità di immaginare gli altri, non solo come corpi ma come persone, che ci distingue. E' questo soprattutto che ha reso capace la mente umana e di conseguire grandi risultati. E se questa capacità - che noi possiamo definire come capacità di amare - coesiste con le idee di Darwin di selezione naturale, ciò suggerisce l'idea che la nostra capacità come specie di agire in modi che sembrano andare contro il nostro personale interesse, paradossalmente ci ha reso idonei a sopravvivere come "adatti" rispetto al nostro contesto e ambiente.

Perciò il riduzionismo pseudo-darwiniano, che eleva la coscienza di sé a valore e celebra il potere e il dominio, non è solo un non comprendere Darwin, ma può addirittura contribuire al declino dell'uomo, erodendo quegli aspetti dell'essere umano che ci hanno procurato tanti vantaggi naturali. Perfino la più sofisticate versioni di "Darwinismo sociale", che interpretano i comportamenti umani come lotta per il dominio e la massimizzazione del vantaggio genetico attraverso le generazioni, rischiano di rappresentarci con l'immagine di un essere umano dipinto come schiavo di qualche genere di imperativo evoluzionista, quasi noi fossimo programmati secondo schemi che non siamo in grado di governare.

 Ma il punto della selezione naturale è che proprio nell'essere pienamente umani noi dimostriamo il nostro star bene. Ed essere pienamente umani significa rifiutare di abdicare alla nostra capacità di agire verso noi stessi o con amore e sfidare i sottili concetti di razionalità che equiparano l'essere "razionali" al proprio interesse materiale. E' vitale che le teorie di Darwin siano protette da progetti politici e ideologici che sono più orientati a controllare l'immaginazione umana di quanto non siano aperti a una buona scienza.

Capire dove la cultura minaccia il cristianesimo

Tutto ciò che ho detto è contestato in taluni ambienti. Esistono correnti cristiane che ancora si oppongono alle teorie evoluzionistiche in nome della propria fedeltà e - l'altro aspetto del problema - molti ritengono che le teorie di Darwin abbiano fatalmente minato il credo religioso, per cui rifiutano ogni compromesso tra l'una e l'altro. Perché accade ciò?

La Chiesa d'Inghilterra nel 1860 si trovò ad affrontare delle sfide portate al suo precedente predominio.

Liberi pensatori e cristiani non conformisti contrastavano il potere della chiesa istituzionale - allorché Darwin si presentò sulle scene. Erano tempi travagliati per gli anglicani, e quando il potere mondiale è considerato come dato da Dio, le sfide a tale potere sono percepite come sfida a Dio.

Ciò che era vero per gli anglicani nel 1860 è ancora vero per vari tipi di cristiani oggi, quantunque (dipende in quale parte del mondo vi trovate) la sfida possa essere percepita come proveniente dall'Islam radicale, dal secolarismo, dal consumismo o dall'ateismo. Le culture entro le quali i cristiani si sforzano di essere fedeli sono largamente viste come ostili, almeno sotto alcuni aspetti, e il discepolato significa, a certi livelli, rimanere fermi contro certe tendenze della società.

Il problema per tutti i cristiani è capire dove le culture circostanti sono realmente una minaccia e dove esse sono compatibili con la comprensione che abbiamo di Dio.

Perché la "scienza" è stata considerata come capace, in senso lato, di offrire una teoria generale riguardante ogni cosa; perché alcuni scienziati hanno incoraggiato questa pretesa; forse perché noi tutti sappiamo quanto siamo pieni di fiducia riguardo alle idee scientifiche di cui abbiamo scarsa conoscenza e che ci rendono timidi a causa della nostra ignoranza; e forse perché le chiese non sono state capaci di insegnare alla gente a vedere Dio all'opera nel mondo contemporaneo - per tutte queste ragioni, e anche per altre, una parodia della scienza è diventata punto di convergenza per taluni aspetti di disagio sociale.

Nella misura in cui la pratica della scienza presenta la sua faccia arrogante, è il caso che la scienza stessa dia una risposta. Nella misura i cui il "Darwinismo sociale" ha ridotto la nostra consapevolezza di esseri umani con le loro relazioni, sorgono autentici problemi di indirizzo. Ma prima di tutto è importante riconoscere che il fervore anti-evoluzionista presente in alcuni angoli delle chiese può essere un qualche genere di fuga per altre insoddisfazioni; e forse, più di tutto, una indicazione del fallimento delle chiese a narrare la propria storia - la storia di Gesù - con convinzione, in modo tale da agire con quel poco di mondo che Dio ha rivelato, sia attraverso la Bibbia che il lavoro di scienziati del calibro di Darwin.

Accostamento fra Darwin e la fede cristiana

A un professore di biologia presso una Università del Kansas chiesi come se la cavasse nell'insegnare le teorie di Darwin a studenti le cui chiese di appartenenza insistevano nel sostenere che l'evoluzione è un'eresia e le cui scuole sostenevano il creazionismo. "Nessun problema", rispose, "i ragazzi sanno che se vogliono ottenere un buon posto di lavoro necessitano di un diploma, e se vogliono un diploma devono applicarsi con la teoria dell'evoluzione. Il creazionismo riguarda la chiesa, per quanto essi ne siano coinvolti. Qui, essi sono darwinisti".

Forse egli era eccessivamente cinico. Ma anche metteva in evidenza che i giovani non possono vivere nell'integrità - giusto l'opposto di come i cristiani sono chiamati a vivere. Né un'integrità può essere trovata sia ricusando le idee di Darwin in toto, sia elevandole a una generale teoria che riduce l'umanità alla somma dei nostri impulsi evoluzionistici. Per il bene dell'integrità umana - e di conseguenza per il bene di una buona vita cristiana - un incontro tra Darwin e la fede cristiana è essenziale.

Charles Darwin: duecento anni dopo la tua nascita la Chiesa anglicana ti deve delle scuse per non averti compreso e, a causa della nostra prima reazione sbagliata, per avere incoraggiato anche gli altri a non comprenderti. Noi cerchiamo di praticare l'antica virtù della "fede che cerca di comprendere" e speriamo che ciò faccia ammenda. Ma la lotta a favore della tua reputazione non è ancora finita, e il problema non sono i tuoi oppositori religiosi, ma coloro che con falsità ti reclamano a sostegno dei loro interessi. Una buona religione deve lavorare in maniera costruttiva con una buona scienza - e io oso dire che anche l'opposto può essere altrettanto vero.

*Direttore di Missione e Affari Pubblici

Tratto da: www.cofe.anglican.org

[Traduzione: Aurelio Penna]

Marzo 2009

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