2007-12-12 Redazione [Riquadro: il famoso spot "Where is the beef? (E la carne dov'è?)]
Lettera da Pordenone
Caro Direttore,
leggo con interesse i tuoi resoconti sui cosiddetti televangelisti americani.
Con tutta franchezza non sono meravigliato di ciò che viene detto perché quanto distanti siano questi insegnamenti dal Vangelo può essere facilmente riscontrato da chiunque abbia una minima familiarità con le Scritture.
Un vecchio e saggio uomo di Dio soleva dire che: il tempo è galantuomo! Era solo questione di tempo ma prima o poi l'albero avrebbe mostrato il suo frutto.
Il giudizio su coloro che "stimano la pietà essere fonte di guadagno" è di competenza di un Tribunale che sta decisamente più in alto di quelli americani!
Ciò che mi sorprende , almeno in parte, è notare la difesa che di costoro fanno alcuni e probabilmente non pochi, che si definiscono evangelici che mi porta a farmi e a girarti una domanda: ma chi sono gli Evangelici? Dottrina della prosperità, Toronto blessing,G12 con corollario di peccato o maledizione generazionale, sono tutti evangelici? E se così è, cosa hanno costoro in comune con l'integrità morale e dottrinale e con l'assoluta sobrietà di Francescon, Lombardi, Petrelli, Bracco, Cannavò e tanti altri servitori autentici che sulle orme di Paolo ci hanno dato ben altri insegnamenti? Eppure tanti di costoro che a questi si richiamano, oggi siedono fianco a fianco con i sodali dei Copeland e degli Hinn nelle Federazioni e nelle Alleanze.
Ma chi sono gli evangelici o meglio: ci sono ancora gli Evangelici?
Io spero di sì, perché Dio anche nei momenti di crisi ha sempre i suoi settemila che non hanno baciato ( omissis) a Baal.
Chi sono gli evangelici, quelli che accolgono ( testuale) i fratelli e le sorelle omosessuali o coloro che ritengono che questo sia un peccato perché così dice la Scrittura?
Eppure, anche costoro a leggere alcune recenti relazioni riportate sul tuo giornale, si incontrano, dialogano e predispongono documenti comuni.
Non sarà che, per riprendere quanto affermato dal Censi non è solo la società italiana ad essere una poltiglia?
Nel mio piccolo posso ringraziare il Signore per i tanti seri credenti, evangelici e non, che conosco e della cui amicizia mi onoro ma ti confesso che dal tenore di certe lettere e di certe affermazioni pseudoteologiche, le mie perplessità aumentano di giorno in giorno.
Con viva cordialità.
Giuliano Soveri
Pastore Evangelico- pentecostale
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Lettera da Long Beach, California:
Sarei interessato a conoscere gli indirizzi di tutte le chiese evangeliche italiane, che si ritengono ripieni di carne.
In piu' sarei grato se i pastori di tutte le chiese italiane mi facessero pure conoscere gli indirizzi di tutte le chiese evangeliche italiane che potrei lasciar perdere, a motivo della poca (o zero) carne data ai loro fedeli, e/o infedeli.
Immagino che se mi mettessi in contatto con entrambi questi gruppi, ognuno di essi avrebbe una sua lista diversa di chiese elencate.
Per esempio, le chiese pentecostali del "prosperity gospel" si ritengono pieni zeppi di carne. Pero' molte altre chiese italiane hanno una visuale del tutto opposta.
Personalmente non affiderei mai la crescita spirituale dei miei figli, parenti, o amici a coloro che insegnano alla Facolta' Valdese a Roma. Ne' ai pastori italiani del "prosperity gospel." Potrei aggiungere molti altri nomi pure.
Lo stesso vale qui negli USA. Pur avendo frequentato un Bible College nell'Ohio per 6 anni negli anni '70, oggi non affiderei mai la crescita spirituale dei miei figli, ecc. a costoro. Loro, li ritengo cristiani? Sicuramente. Loro si ritengono maturi, pieni di carne? Sicuramente.
Proprio come quelli alla Facolta' Valdese, al Vaticano, e nelle chiese italiane che insegnano il "prosperity gospel."
Ma non affiderei mai la crescita spirituale di altri...ad uno di essi.
Avendo la Bibbia a mia disposizione (cio' che era impossibile nel primo secolo), se affidassi la crescita spirituale dei miei figli ad altri (devono andare in chiesa per la carne), sarei un genitore del tutto irresponsabile.
Qualsiasi pastore o prete che insegna che "bisogna andare in chiesa per la carne" e' un pastore/prete irresponsabile. Sfortunatamente, oggi cio' che troppi pastori e preti proclamano come la carne del Vangelo...e' spesso al massimo latte. Spesso e' un messaggio molto superficiale. A volte e' persino carne marcio. O peggio!
Scommetto che ci saranno molti credenti italiani piu' che disposti a puntare il dito contro altre chiese. Ma pochi credenti (forse zero) saranno disposti a puntare il dito contro la comunita' loro, ammettendo che loro stessi hanno bisogno di molta carne.
Questo e' vero, o che uno sia di tendenza evangelica: Battista, Metodista, Valdese, Pentecostale, Chiesa di Cristo, Avventista, dei Fratelli; o che sia Luterano, Cattolico Romano, Ortodosso, Greco Ortodosso.
Auguro a tutti i credenti italiani e americani di essere maturi (pieni di carne), pur ammettendo che dovrei essere un'illuso a concludere che questo sia la realta' nelle chiese evangeliche, e in quelle cattoliche romane, o che li andassi a trovare negli USA, o in Italia.
Secoli fa si parlava di riformare la chiesa cattolica. Oggi, forse e' meglio riformare le chiese evangeliche, prima di tentare di riformare il cattolicesimo.
Pero', e' sempre piu' facile puntare il dito contro altri, e lasciar perdere le pecche proprie.
Forse potrebbe essere piu' utile chiedere alle chiese evangeliche italiane di elencare le loro pecche (passate e presenti), per prevenire future ripetizioni degli stessi sbagli da parte di altre comunita', ancora piu' mancanti di carne.
Rick Troyer,
Long Beach