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Thursday, 02 September 2010 last update: 12:37
NEWS
Ministri di Dio?
14:31:00

2007-12-10 Redazione

Da Milano, Stefano Ronca interviene nel dibattito sui telepredicatori con questa lettera che pubblichiamo volentieri. Segue la risposta del direttore.

Spettabile redazione,
leggo con interesse ma anche con un certo disappunto tutte le notizie sui noti predicatori nord americani.
Premesso che sono un cristiano e anche cittadino rispettoso delle leggi dello stato, attendo con pazienza gli esiti di tutte queste indagini consapevole che il far parte della famiglia di Dio non ci autorizza a sorvolare i doveri civici.
Sono un vostro lettore da anni e trovo nel vostro lavoro un notevole servizio per le chiese evangeliche, solo dopo questa premessa mi permetto di sottolineare l'inopportuno titolo che viene costantemente dato a questi servitori di Dio. "Telepredicatori" nel contesto della comunicazione italiana vuol dire posizionare questi evangelisti o pastori in un ambiente sfavorevole. Piu' che telepredicatori sono Ministri di Dio che utilizzano il canale televisivo per diffondere il loro messaggio. Se dovessimo elencare tutti i ministri che utilizzano questo mezzo la lista sarebbe lunghissima e numerose sarebbero le dominazini coinvolte.
Personalmente sono a favore del movimento della fede quindi non vedo nulla di strano che uomini e donne di Dio possano vivere nel lusso o per dirla in termini cristiani , "nel piu' del necessario". Esporsi sul dire cosa e' lecito fare con i soldi e' un campo molto delicato, nel Nuovo Testamento al capitolo 12 di Giovanni vediamo l'episodio di Maria che unge d'olio i piedi di Gesu'. In quella situazione ..qualcuno.. pensava di saper un modo migliore per spendere i soldi.
Le cose come sempre vanno contestualizzate.
Oggi nel mondo evangelico criticare il lusso e' come sfondare una porta aperta ma nel passato non e' stato cosi' e tutt'oggi in altre denominazioni cristiane non e' così.
Per il passato possiamo citare, uno fra tanti, il Re Davide che viveva anche lui nel lusso estremo e non per questo non amato e apprezzato da Dio. Davide era l'uomo secondo il cuore di Dio. Per la costruzione del Tempio di Salomone diede una enorme cifra del suo tesoro personale prima di morire e questo ci dice che la possedette per buona parte della sua vita. Dio non le disse mai di liberarsene.
Per le altre dominazioni possiamo soffermarci sul cattolicesimo che tutti noi sappiamo essere uno degli stati piu' ricchi al mondo. Il papa stesso pur aver fatto il voto di poverta' vive una vita tutt'altro che povera, mi piacerebbe sapere la sua personale nota spese. Mi piacerebbe sapere quanto spende per i suoi viaggi, lui a differenza dei ministri messi all'indice ha fatto un voto di poverta' come scrivevo prima.
Comprendo che in Italia parlare di queste cose' non e' per nulla facile.
Al di la' della mia difesa al concetto di prosperita' nella chiesa, che comprendo per molti non e' condivisa, vorrei sensibilizzarvi sul fatto che Paolo nel capito 13 della lettera ai Corinzi parla delle caratteristiche dell'amore. L'amore e' paziente è benigno; e prosegue con altre qualita'.
Come confratelli di questi "telepredicatori" dovremmo cercare di proteggerli in questa situazione negativa fino a che non verranno definite le eventuali (ma ad oggi non ancora provate) illegalità. L'avversario e' sicuramente in prima linea nell'alzare il polverone. Questo tipo di polveroni, soprattutto in Italia, rendono la diffusione del messaggio evangelico piu' difficile.
Questa breve risposta ha l'unico scopo di incoraggiare un sentimento fraterno e amorevole nell'approccio a questo tipo di informazione giornalistica in attesa di notizie certe e documentabili. Chiedo che non si usi piu' il termine di telepredicatori ." Questo termine ravviva in molti di noi evangelici le vicende sgradevoli di altri noti fratelli nord americani, uno fra tutti Jmmy Swaggart.
Fraterni Saluti
Ronca Stefano

Risponde il direttore:

Francamente non mi risulta che "Telepredicatore" sia una parolaccia e di conseguenza neanche un insulto. Come lei stesso d'altronde osserva, la parola sta ad indicare l'evangelista, o presunto tale, aggiungiamo noi, che, per diffondere il Vangelo utilizza la TV quale medium. Se poi, come lamenta lei, "questo termine ravviva in molti di noi evangelici le vicende sgradevoli di altri noti fratelli nord americani," beh, la colpa è solo di chi ha causato il trauma. E' vero, il sostantivo ha acquisito negli anni una brutta nomea, ma la colpa non sta dalla parte dell'audience scandalizzata ma solo dalla parte di chi ha provocato la vergogna. Prendersela con la stampa è come volere prendere a calci la postazione che rileva l'indice d'inquinamento. Lo ripetiamo, il televangelismo americano è malato da decenni, ma la colpa non è del termometro che rivela che la temperatura è salita oltre misura. Perché ne parliamo? Per tutelare il marchio "evangelico" in una società abituata a far di tutte le erbe un fascio.

Da un po' di tempo a questa parte, a chi passa per la stazione centrale delle Ferrovie dello Stato a Napoli capita di sentire questo annuncio (cito a memoria): "Attenzione, è stata segnalata la presenza di venditori ambulanti abusivi i cui prodotti non sono igienicamente garantiti a norma di legge...". Con il televangelismo siamo in una situazione simile: in tv ci propinano prodotti biblicamente non garantiti. Swaggart docet, come giustamente ricorda anche lei.

Veda, c'è stato un momento in cui tra uno show televisivo e l'altro questo noto tutto-fiamma-e-fuoco-impietoso- "ministro di Dio" della Louisiana, imponeva le mani ed altro su alcune povere, sventurate donne costrette a vendere il loro corpo lungo i marciapiedi di Los Angeles, finché qualcuno, che lo pedinava, non smascherò l'ipocrita evangelista. Eppure c'erano pastori che sapevano che in casa Swaggart c'erano problemi. Ma nessuno osava intervenire, ancor meno denunciare le scappatelle di Swaggart, perché a nessuno conveniva pregiudicare il proprio rapporto con il grande trascinatore di folle, in grado di portare alle lacrime i peccatori penitenti ed a svuotarne le di loro tasche.


Veda, gli stessi suoi confratelli evangelici fondamentalisti americani, quelli che hanno la puzza sotto il naso verso i liberali che non considerano manco cristiani, hanno per anni, anche dopo la sua morte, continuato a ficcare il naso e rovistare nella camera da letto di Martin Luther King. Secondo quale principio di equità e di moralità cristiana bisognerebbe ora chiudere gli occhi, far finta di nulla, addossare la colpa al diavolo, ora che il vento del giudizio divino sta portando alla luce gli scheletri nascosti negli armadi e la polvere sotto il tappeto? Dia retta a me, proprio perché non sappiamo quello che salterà fuori nelle prossime settimane è diecimila volte meglio e più sicuro, proprio per la testimonianza evangelica, prendere le distanze e chiamare questi signori con l'unico appellativo che meglio li descrive: "telepredicatori".

Non è la stampa italiana che, come asserisce lei, " vuol posizionare questi evangelisti o pastori in un ambiente sfavorevole". Nella cattiva luce ci si sono messi da soli con il lusso, lo spreco, la vita agiata che conducono, le ricchezze che vantano, i jet privati, le ville da re! Ministri di Dio? "Ma mi facci il piacere!", direbbe Totò. E non stiamo ancora parlando della loro teologia, del contenuto del loro messaggio.

Due di lor signori telepredicatori sono anche di colore, vale a dire sono milioni di dollari lontani dalla stragrande maggioranza della popolazione afro-americana alla quale appartengono e da 16 milioni di americani che vivono al di sotto della soglia di povertà, in uno stato d'indigenza profonda e grave. E' un insulto al Vangelo chiamare questa gente "ministri di Dio". Tuttalpiù sono ministri di se stessi.

Lei è "personalmente ...a favore del "movimento della fede" e non vede "quindi nulla di strano che uomini e donne di Dio possano vivere nel lusso o per dirla in termini cristiani , "nel piu' del necessario."

Rispetto le sue convinzioni, ma non so che cosa sia questo "movimento della fede" al quale dice di appartenere. Un momento, a meno che lei non si riferisca alla fede tipo quella di cui parla la lettera agli Ebrei, cioè la fede/certezza dell'ignoto: " per fede Abramo partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta".

A meno che, dicevo, lei non si riferisca alla fede di " tutti costoro [che] sono morti .. senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra".

A meno che lei o chi ha diffuso il movimento di fede nel nostro Paese non si riferisca al tipo di fede di Mosè.... "che [per fede] rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato; stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa".

A meno che lei non intenda "la fede ... di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti, i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni" e di "donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso".

Altro che il "name it and claim it" [nominalo e riscuotilo] del movimento di fede al quale lei dice di aderire. Nessuno di loro ebbe fede per diventar ricco, per prosperare, come si ama dire negli ambienti di fede. La verità è che per la Bibbia, "è la benedizione dell'Eterno quella che arricchisce" e non altro.

Lei cita Giovanni 12. Le chiedo scusa, ma, proprio lei che afferma che " Le cose come sempre vanno contestualizzate", non poteva fare un esempio più infelice: Nel racconto biblico, infatti, siamo a pochi giorni dalla croce, cioè dalla solitudine, dall'abbandono, dal tradimento, dagli sputi, dalle percosse, dai calci, dalla corona di spine, dagli insulti, dal rinnegamento, dai chiodi, dal sangue, dal buio, dalla morte. E l'olio profumato sparso da Maria, come nota lo stesso Maestro, è sicuramente un atto di profonda devozione, ma è soprattuto l'unguento che fa parte del rito della preparazione per la sepoltura. Non so perché abbia voluto citare questo racconto, spero solo che non abbia voluto creare un indebito parallelismo tra l'olio profumato sparso sui piedi di Cristo ed i soldi che tanta gente ingenua dona ai telepredicatori.

Lei comunque aggiunge che "In quella situazione ..qualcuno.. pensava di saper un modo migliore per spendere i soldi". Veramente, se si legge attentamente il testo, quel qualcuno (Giuda Iscariota) non pensava affatto ad un modo migliore....ma, precisa l'autore del quarto vangelo, "diceva così, non perché si curasse de' poveri, ma perché era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro".

Davide...Salomone ...ma che c'azzeccano con il dibattito in corso? E poi, la Bibbia va letta nella sua interezza e non estrapolando versetti qua e là. Sono infatti gli stessi testi sacri a dirci a quale alto prezzo Salomone divenne "ricco e famoso": al prezzo di "un giogo duro..pesante", attraverso un iniquo fardello fiscale, diremmo oggi! Così iniquo che, quando il grande sapiente prende la strada di non ritorno, gli stessi funzionari del palazzo reale e suoi ex-collaboratori sono pronti ad ammettere le ingiustizie dell'amministrazione Salomone. La critica più severa sulla vita in toto di Salomone viene, però, da un profeta, Ahija ["Io strapperò questo regno dalle mani di Salomone..."]. E così, l'unità nazionale (diremmo oggi), da poco conquistata, e fatta passare attraverso le camere da letto dai mille amori ed attraverso il sincretismo religioso, se ne va irreparabilmente in frantumi a causa di Salomone. Santo cielo, ma chi vuole assomigliare a Salomone? Del grande re si salvano solo i proverbi, per il resto, il modello di riferimento i cristiani devono cercarselo altrove: in Cristo! [Lui stesso ha detto, "e qui c'è uno più grande di Salomone"].

Lasci stare il Papa e le sue presunte contraddizioni. E' un arrampicarsi sugli specchi."Two evils don't make a right", dicono gli Americani (due mali non fanno una cosa giusta].

I signori in questione sono indagati per aver usato in "modo improprio" parte delle donazioni. Si vedrà che cosa c'è di vero. Da evangelici onesti ci sono però due domande che ci tormentano: Ma santa pazienza, se non hanno nulla da nascondere, perché non si sbrigano a consegnare i libri contabili invece di rispondere (4 di loro) picche al presidente della Commissione Finanze del Senato che è poi, guarda un po', un loro confratello evangelico? Stanno forse chiedendo tempo per falsificare i bilanci, per "aggiustare" le pezze giustificative che cerca Grassley? E poi ci si lamenta dei polveroni della stampa? "Ma mi facci il piacere!"

Stia tranquillo, ICN-News non si è costituita parte civile in una causa che non la riguarda. Ci preoccupa invece questo pietismo mieloso nel quale lei ci chiede di avvolgere i suoi confratelli telepredicatori.

Questi signori non hanno bisogno di copertura omertosa; non necessitano del nostro silenzio stampa. Per dirla alla napoletana, questi signori hanno bisogno di una bella lavata e capa.

Lasci stare 1Corinzi 13 che lei cita in maniera molto selettiva: "vorrei sensibilizzarvi sul fatto che Paolo nel capito 13 della lettera ai Corinzi parla delle caratteristiche dell'amore. L'amore e' paziente è benigno; e prosegue con altre qualità". Perché non ha proseguito con la lettura interrompendo il flusso del pensiero di un vero ministro di Dio? Le riportiamo i versi che lei ha omesso: L'amore non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, [il grassetto è nostro] non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa."

Nessuno mette in dubbio che i telepredicatori, come tutti gli altri miseri mortali, abbiano bisogno di amore, che la Bibbia illustra così: "Tutti quelli che io amo, io li riprendo e li castigo, abbi dunque zelo e ravvediti". La sapienza popolare dice che "il medico pietoso fa la piaga verminosa". La Bibbia, invece, dice: "Fedeli sono le ferite di chi ama, frequenti i baci di chi odia".Proverbi di Salomone! [Glielo avevo detto che si salvano solo i suoi proverbi!]

In conclusione, dopo averci precisato che lor signori "Piu' che telepredicatori sono Ministri di Dio che utilizzano il canale televisivo per diffondere il loro messaggio" lei ci chiede "che non si usi piu' il termine di telepredicatori". Richiesta non concessa. Per motivi biblici. Paolo si rivolterebbe nella tomba. E permaloso com'era, ce lo rimprovererebbe per tutta l'eternità. Ecco infatti la definizione di "ministro di Dio" che il grande martire del cristianesimo ci offre:

"Noi non diamo motivo di scandalo in cosa alcuna, onde il ministerio non sia vituperato; ma in ogni cosa ci raccomandiamo come ministri di Dio per una grande costanza, per afflizioni, necessità, angustie, battiture, prigionie, sommosse, fatiche, veglie, digiuni [legga niente pane sulla tavola, ndr], per purità, conoscenza, longanimità, benignità, per lo Spirito Santo, per carità non finta; per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra, in mezzo alla gloria e all'ignominia, in mezzo alla buona ed alla cattiva riputazione; tenuti per seduttori, eppur veraci; sconosciuti, eppur ben conosciuti moribondi, eppur eccoci viventi castigati, eppur non messi a morte; contristati, eppur sempre allegri; poveri, eppure arricchenti molti; non avendo nulla, eppur possedenti ogni cosa!"

Qui sì che ci vuole un grande movimento di fede per un grande miracolo di chirurgia plastica perché lor signori telepredicatori possano in qualche modo assomigliare al profilo di ministro tracciato da Paolo!

Veda, tra il movimento di fede così caro ad Hagin ed ai suoi contendenti successori, Copeland e Hinn, ed il movimento cristiano del primo secolo della chiesa c'è un baratro. Uno mette l'enfasi sull' "ora!", l'altro sul "dopo"; uno sottolinea il "quaggiù !", l'altro punta al "lassù!" Come può vedere sono due ordini di pensiero agli antipodi.

Il movimento di fede, così come viene propugnato, è una forma di devianza biblica, un'infelice forzatura di un testo sul quale i Nostri hanno costruito le loro regge da 2 milioni e mezzo di dollari, le loro proprietà di 20 milioni di dollari, il loro parco macchine fatto di Rolls Royce, i jet usati anche per andare in vacanza.

Telepredicatori = Ministri di Dio? "Ma mi facci il piacere!"

Con sincero affetto fraterno,
Salvatore Loria


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